Fabrizio Pernice

 

 

 

 

 

Ciao a tutti, questo è il primo, probabilmente di una serie, di tutorial sulla pesca. Nello specifico oggi parliamo di pesca alle orate a ledgering, ovvero con attrezzatura e terminali leggeri. Seguirà un video esplicativo dove mostreremo le varie montature, terminali, ami, insomma tutto l’assetto di pesca. 

Breve premessa: i tutorial sono sempre da intendere come una serie di consigli basati sul proprio bagaglio di esperienze, non sono una “Bibbia” della pesca. Ognuno ha le sue abitudini, i suoi modi di pescare, questa guida ha lo scopo di aiutare sia il neofita che si avvicina alla pesca, sia ad arricchire magari le nozioni di chi già pratica questa disciplina. 

Detto questo, iniziamo! 
Perché l’orata? Cosa ha di tanto particolare questo pesce per essere cosi ricercato dai pesca sportivi? Beh il motivo in primis è semplice; è un pesce veramente combattivo, possente, molto molto diffidente sulla mangiata, oltre ad avere delle carni pregiatissime. Insomma, anche solo farlo avvicinare alla nostra esca spesso sembra impossibile. Ed è per questo che va tutto studiato nei minimi dettagli per aumentare le possibilità di cattura.

Un esemplare di orata catturata con la tecnica del pasturatore

 

Partiamo dal principio. Cosa non deve mancare nella nostra attrezzatura? Dell’ottimo fluorocarbon, che deve essere molto resistente all’abrasione e con alta tenuta al nodo (l’orata ha una dentatura capace di frantumare i gusci delle cozze come fossero grissini). Personalmente consiglio l’ultra testato Asso di cuori, in misure che vanno dal 15 se sapete lavorare bene di frizione, al 22 per stare sicuri in caso di cattura veramente grossa. Anche gli ultimi modelli Daiwa sono eccezionali, l’ ho trovato anche superiore in termini di resistenza all’ abrasione. Se il terminale è cosi importante, l’amo lo è ancora di più, ricordate che la dentatura dell’orata frantuma di tutto, e può starci un attimo a chiudere o addirittura spezzare l’amo! Consiglio dei Colmic Nuclear mr 300 nelle misure dall’8 al 14, a seconda dell’ esca utilizzata. Anche i Gamakatsu G Point sono resistenti, ma a volte la punta tradisce, spezzandosi. 

Passiamo alla canna e al mulinello. Qui l’argomento è vastissimo, quindi posso solo dirvi 2 cose fondamentali: Canna morbida, deve attutire le potenti testate dell’orata, e mulinello della misura del 3000 circa con frizione millimetrica, deve essere fluida e affidabile. In bobina monteremo uno 0.18 o uno 0.20, non vi preoccupate, la morbidezza della canna vi consentirà di lanciare senza rompere. Inoltre non è necessario forzare, spesso gli esemplari anche grossi mangiano a pochi metri da riva! 

Bene, adesso che abbiamo un’ idea sulla attrezzatura da portare con noi, oltre a tutta la minuteria necessaria, vediamo come preparare la nostra trappola per invitare l’orata a cena! 

Personalmente utilizzo una montatura molto semplice, di tipo scorrevole. Posiziono un antitangle scorrevole sulla lenza madre, seguito da perlina paracolpi, e moschettone. All’ antitangle collegherò un pasturatore da 20-30 grammi circa (dipende dalla corrente). Subito dopo, al moschettone collegheremo il nostro terminale long arm, in fluorocarbon (una bracciata di lunghezza va bene) e di conseguenza l’amo

Azione di pesca: Perché il pasturatore libero di scorrere sulla lenza madre? Semplice, l’orata è un pesce molto diffidente ricordate? La sua mangiata è particolare, non attacca subito come il sarago ad esempio, ma dapprima gira intorno all’esca, cercando di capire se ci sia l’inganno (per questo serve un buon fluorocarbon). Dopo, se non si è accorta dell’inganno, prende il boccone e lo rigira in bocca, poi lo sputa. Tenendo la montatura scorrevole, e il filo leggermente in bando, non avvertirà il peso del piombo. Quando tornerà sull’esca per mangiarla definitivamente, possono accadere 2 cose. La prima, l’orata resta sul posto a masticare la sua preda, e quindi avvertiremo solo dei leggeri movimenti sul cimino della canna. In questo caso, bisogna affidarsi al fattore C….e ferrare sperando di non andare a vuoto. La seconda possibilità è che quando torna a mangiare, scappa con l’esca in bocca, e li ve ne accorgerete perché la canna si piegherà e la frizione partirà spedita! Le mangiate timide, ho constatato essere tipiche degli esemplari più grossi, come  questa orata di 2 kg, che ha segnalato la sua presenza solo con timide tocche.

Orata catturata da Fabrizio Pernice

Ha iniziato a lottare solo una volta arrivata sotto riva, da questo video potete vedere cosa succede alla vostra attrezzatura con un esemplare da più chili !

Adrenalina a mille! Breve video poco dopo l'abboccata della regina Dorada

Posted by Fabrizio Pernice on Freitag, 9. Juni 2017

 

Le esche: L’orata è uno sparide, e come tutti gli spariti va matta per il bigattino, esca adatta alle tecniche leggere come questa. Procediamo riempendo il pasturatore con i bigattini, usatene 1 per coprire il gambo dell’amo, e 2-3 a penzoloni appena appuntati sotto pelle cosi da lasciarli vispi e mobili il più possibile. Cercate di lanciare sempre nello stesso punto, per aiutarvi, una volta effettuato il primo lancio bloccate la lenza madre nell’ apposito gancio nella bobina del mulinello, e raccogliete per qualche giro, cosi da far partire la frizione ed evitare la rottura del filo in caso di forte tirata. 
Lanciare sempre nello stesso punto serve a creare una zona “fertile”, infatti il movimento di tutti i bigattini raggruppati nella stessa zona, attirerà dapprima la minutaglia, e poi con un po di fortuna la nostra cara regina dorata. Inizialmente fare lanci frequenti ogni 5 minuti per pasturare bene, quando iniziano ad abboccare diminuire la frequenza. In alternativa sull’ amo invece che i bigattini, possiamo usare mezzo coreano (o anche intero) passato con l’ago, lasciando pendere pochi cm di coda, cosi che sia libero di muoversi ed attirare la preda. 

Dove e quando cercarla: Gli spot sabbiosi misti a poseidonia e magari qualche roccia, sono gli ideali per questo pesce, essendo ricchi di anfratti e vegetazione, in mezzo alla quale l’orata fruga in cerca di piccoli molluschi e depositi organici. Dobbiamo cercare di lanciare dove vediamo macchie chiare, vicine a quelle scure, e creare una zona di pastura proprio a ridosso di rocce e poseidonia. Le fasi lunari favorevoli, dovrebbero essere il quarto di luna, e tutti i giorni a ridosso, come quelli di gibbosa crescente e gibbosa calante. Ma non badate troppo a ciò. Si è vero le condizioni lunari e la marea possono dare una marcia in più, ma il mare è imprevedibile, andate il più possibile, e i pesci presto o tardi arriveranno! 

Spero con questo tutorial di essere stato utile, di aver chiarito qualche dubbio, o di aver comunque dato un contributo a chi si avvicina a questa tecnica di pesca. Restate sintonizzati presto grosse novità, speriamo di riuscire a realizzare anche dei video tutorial ! A presto !

 

Testo e Immagini di Fabrizio Pernice a cura del Forum pescareamessina.com

Per maggiori dettagli collegati al FORUM DI PESCAREAMESSINA.

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