Recensione monofili ITALICA (Toray) Hard Pull e Fluorocarbon – Quando e perché il Nylon o FC.

RecensioRecensione monofili ITALICA (Toray) Hard Pull e Fluorocarbon – Quando e perché il Nylon o FC.

 

Non ci saranno infinite parole per descrivere i 2 monofili da terminale, ma un sintetico riassunto che marchia gli utilizzi.
ITALICA HARD PULL:
Commercializzato in confezioni da 50 mt dallo 0,06 allo 0,30.
Monofilo Toray marchiato Italica, è un nylon hard adatto in pescate dove l’appoggio la fa da padrone soprattutto nei diametri dallo 0,14 in su. Nei diametri inferiori mantiene comunque un buon peso specifico per risolvere situazioni in cui si deve pescare a strofinare o sollevati. Ha un’ottima tenuta lineare e al nodo e mantiene le caratteristiche inalterate nel tempo.

ITALICA FLUOROCARBON:
Commercializzato in confezioni da 50 mt dallo 0,08 allo 0,35.
Anche in questo caso è un Toray marchiato Italica. Appena uscito dalla bobina si capisce subito che è un FC di quelli veri, di quelli che non riportano solo la scritta sulla confezione e risultano poi semplici rivestiti, mantenendo in tutti i diametri un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Nei diametri dallo 0,12 a scendere ha un ottimo compromesso tra morbidezza e tenuta al nodo e lo si può inquadrare come un FC match.

Per gli amanti dei numeri, entrambi si discostano di pochissimo da quello che è il diametro trascritto.

Foto di Marco Abate

“QUANDO E PERCHE’ IL NYLON O FC”.
Son passati tantissimi anni da quando ho risposto o mi son trovato in una discussione dove si poneva una delle domande classiche sui monofili “quando e perché il nylon o FC”, che tutt’ora ho trattato su FB varie volte negli anni. Erano gli anni in cui scrivevo nei forum, gli anni che ancora su internet non si riusciva a trovare un ago in un pagliaio, credo che sia stato addirittura precedentemente al nostro P.i.S., quindi prima dell’anno 2001.
Sono stati anche i primi anni dove iniziavo ad oziare per lavoro un po’ ovunque con al seguito le perenni attrezzature, erano gli anni che bagnavo per la prima volta il filo in acque interne, gli anni dei primi panieri cioè il Milo F1 500 anno 99. L’anno 2001 (inizio o dopo l’estate perché con i nomi e le date/periodi non ho mai avuto un ottimo rapporto) è stato quello in cui ho perso letteralmente la testa pescando miratamente a spigole anche nelle pozzanghere tra un Agip e l’altro, ed è qua che ho valorizzato ulteriormente le peculiarità dei vari monofili pur uscendo da anni e anni di piccole esperienze.

Foto di Cosimo Andreotti

Partendo dai seguenti punti fermi che trattano pro e contro:

– Il Fluorocarbon ha una minore rifrazione in acqua quindi possibilità di usare un diametro maggiore a quello che dovremmo utilizzare ed un’ottima resistenza all’abrasione. Di contro è un filo rigido, pesante (peso specifico), con poca tenuta al nodo.
Fortunatamente da anni ci stanno in commercio FC che trovano un compromesso sulla morbidezza e sulla tenuta al nodo (ormai denominato con scritte match), ma il FC quello reale è come descritto precedentemente.

– Il Nylon è il must della tenuta al nodo e carico di rottura, della morbidezza e peso specifico che lo rendono indispensabile quando si ricerca la naturalezza nella presentazione. Di contro ha una maggiore rifrazione in acqua, una scarsa tenuta all’abrasione; a dirla tutta, per quest’ultima vi sono comunque 2 tipologie di fili, distinte nella maggior parte dei casi dalla sigla “hard”, che indica una maggiore tenuta all’abrasione, minore elasticità e ovviamente un maggiore peso.

Foto di Marco Abate

Questo basta per trarre delle conclusioni sul perché dell’uno o dell’altro, ma oltre agli aspetti tecnici, si deve aprire una parentesi sul quando utilizzarli.

Vi son situazioni dove:
si pesca in diurna o notturna in spot misti, su scogliere, su fondali sporchi; in cui si cercano determinate specie di pesci con apparati boccali con denti taglienti o placche ossee; in cui si è costretti dall’acqua cristallina ad utilizzare monofili sottili; ed è qua che un buon fluorocarbon la farà da padrone.

Vi son altre situazioni dove:
la ricerca di un pesce mirato che ha come esigenza la naturalezza della presentazione dell’esca che sia staccata e non; l’acqua torbida; la massima resa sulla tenuta al nodo; pescate in notturna; rientrano nel tocca sana di un “semplice” nylon.

In ultimo, vi è il Fluorine che non è altro che una via di mezzo tra un nylon e un FC sia per caratteristiche che per utilizzi, in sintesi uno dei monofili da terminale che bisogna avere.

Buon divertimento

Foto di Andreotti Cosimo

Articolo scritto da: Marco Abate

Marco Abate

 

 

 

 

 

 

 

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